| La rivoluzione digitale |
L’industria multimediale emergente appare caratterizzata dal fenomeno di convergenza tra le industrie di telecomunicazione, computer e televisione resa possibile dall’affermarsi della tecnologia di trasmissione digitale. La futura Società dell’Informazione sarà costruita e si svilupperà in questo settore. Non vi é ancora una chiara immagine di come questa industria futuristica si evolverà, tuttavia si stima che il mercato nel 2010 avrà un giro d’affari di 3000 miliardi di dollari. Originariamente i prodotti, contenuti e tecnologie tipici dei vari settori erano distinti. Il processo di convergenza é stato reso possibile dall’affermarsi della tecnologia di trasmissione digitale. |
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| Il sistema italiano della firma digitale |
Per “firma digitale”, specifica applicazione della più generale “firma elettronica” (cioé la firma apposta mediante un sistema informatico), si intende la sottoscrizione predisposta mediante un elaboratore elettronico, sulla base della crittografia a chiave asimmetrica e di particolari funzioni matematiche, come si spiegherà oltre: niente a che vedere quindi con la tradizionale firma a mano posta alla fine (o a margine) di un foglio. Tale sistema, in seguito all’organico e completo intervento del legislatore, attraverso disposizioni di carattere generale che hanno radicalmente innovato il quadro normativo di riferimento, viene oggi a costituire il criterio legale di imputazione del documento redatto mediante il computer. |
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| Office 241 e firma digitale |
Con il DPCM dell’8.2.1999 recante: “Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici ai sensi dell’art.3, comma 1, del DPR 10 Novembre 1997, n. 513” la normativa che porta la firma digitale nel nostro ordinamento si completa e rende possibile la definitiva messa a punto di sistemi sicuri per la trasmissione telematica di dati e documenti. Con ciò la validazione piena dell’atto elettronico e della firma digitale che lo sottoscrive può essere attuata. È inutile evidenziare la portata che tale normativa ha, o meglio può avere all’interno della Pubblica Amministrazione Italiana in un momento in cui altre grandi novità legislative sono, quali quella dello Sportello Unico per le Imprese, per esempio, in fase di attuazione. |
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| Telelavoro e Pubblica Amministrazione |
Il tema del telelavoro nella Pubblica Amministrazione risulta di crescente interesse, sia alla luce delle esperienze in corso in diversi Comuni italiani, sia considerando l’evoluzione normativa che recentemente ha portato all’emanazione dello Schema di Regolamento sul Telelavoro nella PA. Nella PA italiana si assiste da un lato alla volontà di sperimentazione diretta (si pensi per esempio a realtà locali come Roma, Venezia, Bolzano, Bologna, Perugia o centrali come il Ministero dei Trasporti, delle Finanze, l’INPS), dall’altro all’attenzione alla definizione di regole e standard che ne disciplinino l’introduzione, consolidando progressivamente il ruolo alternativo o complementare del telelavoro rispetto allo svolgimento dell’attività presso l’ufficio al quale il dipendente pubblico é assegnato. |
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Editoriale
I primi mesi del ‘99 (ultimo anno di questo secolo e del millennio) sembrano darci un quadro generale molto convulso, aggravato dallo scoppio di una guerra, carico di aspettative, ansie, paure, con elementi di irrazionalità, come si addice ad un passaggio epocale. Per alcuni il ‘99 viene considerato un “non anno” in attesa dell’anno che verrà, il 2000 ovvero il Y2K, cioè l’anno (Year) 2K (2 per mille). Il primo gennaio 1999 è entrato in vigore l’Euro, la nuova moneta unica europea, operativo a livello bancario e nelle transazioni commerciali, mentre non esiste ancora fisicamente la carta moneta (che verrà distribuita a partire dal 2002). |
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