Nello Balossino, Simona Siracusa
Una domanda che sicuramente vi siete posti anche voi suona in questo modo: il mondo in cui viviamo è l’unico possibile? Le risposte sono le più disparate e vanno dalla convinzione che sia veramente unico, a quella in cui ne esistono altri simili da qualche parte nell’universo. Qualcuno più sognatore potrebbe però asserire che esiste una versione del mondo diversa per ognuno di noi, forgiata dall’esperienza e dall’interpretazione personale, colorata dalla fantasia e dagli stimoli recepiti dai nostri sensi. Il mondo reale deve dunque essere interpretato come mondo di base, di livello zero e su questo se ne possono costruire altri personalizzati a livello superiore. Questa teoria, fino a ieri dibattuta da filosofi e sociologi, può oggi essere sperimentata direttamente con strumenti computerizzati basati su una raffinata tecnologia: la realtà virtuale. Un mondo virtuale è una rappresentazione della fantasia che coinvolge i canali sensoriali, un mondo inventato che ha vita solo all’interno di un computer e che può richiedere l’introduzione delle scienze fisiche e biologiche e naturalmente la presenza di soggetti ed oggetti. La grafica interattiva tridimensionale non è ancora realtà virtuale. |