C. Montagnoli1*, S. Bozza1, R. Gaziano1, L. Pitzurra1, S. Bellocchio1, G. Rossi1, F. Bistoni1, L. Romani1 1Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche, Sezione di Microbiologia, Università degli Studi di Perugia
Le infezioni da opportunisti patogeni come Candida albicans e Aspergillus fumigatus costituiscono un significativo problema clinico per i pazienti immunocompromessi (15). In particolare, C. albicans è associata ad un ampio spettro di malattie che nell’uomo vanno dall’allergia e gravi infezioni mucocutanee non trattabili a pericolose infezioni sistemiche da disseminazione ematogena (8). A. fumigatus è un patogeno del tratto respiratorio, associato sia a malattie di natura allergica che non-allergica come l’aspergillosi bronco-polmonare allergica o l’aspergillosi polmonare invasiva (9). Lo sviluppo di tali gravi infezioni è strettamente associato al delicato equilibrio esistente tra ospite e commensale che può trasformarsi in un rapporto di parassitismo in condizioni di “deficit” immunologico dell’ospite (16, 17). I meccanismi di difesa dell’ospite nei riguardi dell’infezione da funghi sono numerosi e spaziano dalle difese aspecifiche, relativamente primitive e costitutivamente espresse (immunità innata), ai sofisticati meccanismi adattativi che sono specificatamente indotti durante l’infezione (immunità Th) (17). Alla luce di queste considerazioni appare chiaro come la comprensione circa i meccanismi di induzione e regolazione della risposta immune antifungina dell’ospite sia essenziale per un avanzamento significativo della profilassi e terapia. |