Marco Pradella Nella città di New York, oggi fino al 60% dei ceppi di Klebsiella pneumoniae produce beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL). Nel resto degli USA le ESBL sono intorno al 7-8 % degli isolamenti di K. Pneumoniae e 3-4 % di E.coli. I ceppi di Staphylococcus aureus isolati in ospedale sono in percentuale variabile (dal 3 al 60%) resistenti alla meticillina (MRSA). I ceppi di enterococco resistenti alla Vancomicina (VRE) sono evidenziabili con i metodi molecolari. La resistenza ai glicopeptidi sta lentamente emergendo anche per gli stafilococchi (GISA). Persino le molecole più recenti (cefalosporine di IV generazione, come il cefepime) stanno perdendo efficacia contro Enterobacter e Citrobacter. Esiste il rischio che i plasmidi della resistenza vengano trasferiti a specie come il Proteus. Questo, che sembra un bollettino di guerra, è ciò che emerge dai dati delle resistenze batteriche agli antibiotici. I laboratori possono attrezzarsi per sostenere onorevolmente la battaglia, senza per questo spendere eccessivamente le risorse a disposizione. |