F. Fanti, S. Conti, T. Zannino, L. Polonelli, G. Dettori, C. Chezzi
Istituto di Microbiologia, Università degli Studi di Parma
Il progressivo declino dell’infezione tubercolare osservato nel corso della seconda metà di questo secolo è stato correlato sia alle migliorate condizioni di vita sia all’efficacia della vaccinazione e della terapia antibiotica specifica. Attorno alla metà degli anni ‘80 in numerosi paesi si è assistito, peraltro, ad una inversione di tendenza tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha previsto, approssimativamente, 90 milioni di nuovi casi e 30 milioni di decessi causati dall’infezione tubercolare in questa decade (2,5). La tubercolosi è stata conseguentemente stimata come la principale causa di morte tra tutte le malattie da infezione (11). In aree geografiche molto popolose ad elevata ende micità, quali quella africana e il sud-est asiatico, la concomitanza con l’infezione da HIV ha determina to un drammatico aggravamento della situazione epidemiologica tubercolare (5,7). In molti paesi industrializzati, compreso il nostro, era opinione diffusa che l’incidenza dell’infezione da Mycobacterium tuberculosis stesse per raggiun gere una soglia minimale di significatività (8). |