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Editore Sirse Srl
via Corfù, 51 - Brescia
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Rivista Quadrimestrale-
Iscrizione Tribunale di
Brescia n° 11/1995
ISSN 0394-9877





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Virus herpes simplex
Si vuole approfondire, con questo scritto, l’importanza di utilizzare specifiche metodologie, orientate alle caratteristiche personali del management, nei processi di cambiamento organizzativo al fine di rendere gli interventi più incisivi ed effettivi e di valutare se tali metodologie possono essere utilizzate anche dal management sanitario. A tal proposito si suggerisce una lettura aperta e attiva in modo da acquisire nella sostanza i contenuti di questo scritto, segnando le pagine, scrivendovi appunti, commenti, impressioni e idee, coinvolgendo gli altri (colleghi, amici, famigliari...) per esporre, discutere o solamente conversare su questi argomenti.

Chlamydia pneumoniae: epidemiologia di un patogeno emergente

Chlamydia pneumoniae è il più comune patogeno batterico intracellulare. Questo agente è frequente mente coinvolto in affezioni a carico dell’apparato respiratorio ed anche in patologie extrapolmonari. Gli studi di sorveglianza sieroepidemiologica indicano che l’infezione è largamente diffusa, con frequenti reinfezioni durante il corso della vita. Nei paesi occidentali l’incidenza di prima infezione è più elevata tra i 5 ed i 15 anni e la prevalenza anticorpale è maggiore, in tutto il mondo, nel sesso maschile. I dati attualmente disponibili indicano che Chlamydia pneumoniae viene trasmessa primaria- mente per contatto interumano non essendo noti vettori o reservoir animali. La trasmissione appare inefficiente anche se sono riportate microepidemie intrafamiliari con un rate di trasmissione elevato.

Poxvirus

I Poxvirus sono una grossa famiglia di virus a DNA (Poxviridae) che infettano sia animali vertebrati che invertebrati. Sono raggruppati in due sottofamiglie, Chordopoxvirinae ed Entomopoxovirinae, che rispecchiano lo spettro d’ospite (rispettivamente vertebrati e insetti), all’interno delle quali vi è notevole crossreattività sierologica. Il nome di questa famiglia di virus deriva dal termine inglese arcaico “pock”, che significa pustola, ulcera. Infatti la manifestazione tipica dell’infezione da Poxvirus è un esantema, generalizzato o localizzato, che dà luogo a lesioni vescicolose, la cui guarigione lascia spesso tracce cicatriziali notevoli. I Poxvirus responsabili di infezioni umane sono 9 e appartengono ai generi Orthopoxvirus, Parapoxvirus, Molluscipoxvirus e Yatapoxvirus della sottofamiglia Chordopoxvirinae (tabella 1), secondo la classificazione pubblicata in Francki et al. (1991).

Il test per l'antigene p24, dopo trattamento al calore dei campioni, si ricandida quale marcatore per il monitoraggio di pazienti con infezione da HIV-1

La p24 è la principale proteina strutturale di HIV e la sua concentrazione nel plasma, come quella di al tri componenti virali quali l’RNA genomico, dovrebbe correlare con il livello di replicazione virale, tuttavia alti livelli di anticorpi anti-p24 frequente mente complessano l’antigene p24 riducendo la possibilità di determinare l’esatta concentrazione. Il trattamento dei campioni con tamponi acidificanti consente una parziale dissociazione degli immuno complessi (1). Nonostante ciò i livelli dell’antigene mia p24 non correlavano con quelli dell’RNA virionale in alcuni pazienti con infezione da HIV- i ed il test per la quantificazione dell’ antigene p24 non è attualmente incluso nei protocolli ufficiali di monitoraggio dei pazienti con AIDS. Recentemente 3 gruppi di ricerca hanno pubblicato nuovi dati interessanti. Varnier e coli. (2) hanno sviluppato un software di quantif in cinetica, chiamato QuantiKin®, ed una sua applicazione per il test HIV- i p24 ELISA (DuPont) dimostrando che l’uso ditale software consente una accurata quantificazione di p24 fino a livelli di 7,000 pg/mi e che le concentrazioni dell’antigene in pazienti con infezione da HIV-1 possono fluttuare in un intervallo di oltre 3 logaritmi (3).

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