F. Biasi, L. Fagetti, C. Arosio, P. Tarsia, L. Allegra
Istituto di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Milano, IRCCS Ospedale Maggiore di Milano
Chlamydia pneumoniae è il più comune patogeno batterico intracellulare. Questo agente è frequente mente coinvolto in affezioni a carico dell’apparato respiratorio ed anche in patologie extrapolmonari. Gli studi di sorveglianza sieroepidemiologica indicano che l’infezione è largamente diffusa, con frequenti reinfezioni durante il corso della vita. Nei paesi occidentali l’incidenza di prima infezione è più elevata tra i 5 ed i 15 anni e la prevalenza anticorpale è maggiore, in tutto il mondo, nel sesso maschile. I dati attualmente disponibili indicano che Chlamydia pneumoniae viene trasmessa primaria- mente per contatto interumano non essendo noti vettori o reservoir animali. La trasmissione appare inefficiente anche se sono riportate microepidemie intrafamiliari con un rate di trasmissione elevato. Le più recenti pubblicazioni indicano Chlamydia pneumoniae tra i tre più comuni agenti eziologici di polmonite non nosocomiale, con una incidenza variante tra il 6 ed il 20%, generalmente descrivendo un decorso clinico lieve, in qualche caso autolimitantesi. Tuttavia sono descritti casi di polmoniti di grado severo e infezioni respiratorie in soggetti immunocompromessi. |