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via Corfù, 51 - Brescia
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Rivista Quadrimestrale-
Iscrizione Tribunale di
Brescia n° 11/1995
ISSN 0394-9877





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Meccanismi di resistenza in HIV

Durante lo scorso decennio sono stati condotti approfonditi studi sul meccanismo di replicazione di HIV-1 alfine di meglio comprendere la patogenesi dell’infezione e di poter individuare bersagli molecolari idonei per un intervento farmacologico. Lo studio ditali bersagli ha condotto all’identificazione di un vasto numero di sostanze attive su una o più fasi del ciclo replicativo del virus quali, in modo particolare, la retrotrascrizione (operata dall’enzima trascrittasi inversa) e la maturazione (operata dall’enzima proteasi). Gli inibitori della trascrittasi inversa di HIV- i sviluppati e testati clinicamente possono essere raggruppati in due classi principali: analoghi nucleosidici e non-nucleosidici. Un importante problema, che limita l’uso terapeutico ditali fannaci, è rappresentato dalla selezione, nei pazienti trattati, di varianti virali resistenti all’inibizione da essi operata. Tale resistenza è stata associata con specifiche sostituzioni di residui aminoacidici. Un altro trattamento farmacologico di notevole efficacia nella terapia antiretrovirale è rappresentato dalle sostanze in grado di interferire con la maturazione del virus.

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Indagine conoscitiva sulla Antibioticoresistenza di stipiti batterici di isolamento clinico nel periodo 1996-1997

Sono state valutate le frequenze di antibioticoresistenza dei principali micorganismi patogeni di isolamento ospedaliero nel periodo 1996-1997 presso l’Ospedale “L.Sacco” di Milano. Le maggiori percentuali di resistenza sono state evidenziate nei confronti di E.coli ad ampicillina (37,2%), tetraciclina (35,4%) e cefalotina (22%). S.aureus ha mostrato alte percentuali di resistenza a molti agenti antimicrobici ad eccezione dei glicopeptidi. La resistenza alla gentamicina, considerata generalmente un marcatore dei ceppi MRSA (Meticillin Resistant Staphylococcus aureus), era presente nel 46,6% degli isolati senza particolari variazioni nel periodo considerato. L’ 83,3% dei ceppi di P.aeruginosa era resistente a cefotaxime, cefalosporina di III generazione, mentre la resistenza a imipenem è stata osservata nel 16,3% degli isolati. Un emergente problema rilevato nelle infezioni da Pseudomonas è stata la resistenza ad amikacina, che ha raggiunto nel nostro ospedale il 6,8% e quella osservata nei confronti di aztreonam (31,6%) e ciprofloxacina (30%).

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Uso dei vettori in microbiologia

 Nel corso della ricerca biotecnologica e di genetica molecolare si presenta la necessità di introdurre geni esogeni all’interno di cellule od organismi allo scopo di studiarne le funzioni o di esprimerne i pro dotti con elevata efficienza. I vettori genetici sono costituiti da molecole di DNA cui è affidato il compito di trasferire geni eterologhi all’interno di cellule recettive e di indurne l’espressione intracellulare. Essi permettono lo studio dei meccanismi di regolazione dell’espressione genica e si prestano a importanti applicazioni biotecnologiche per la produzione di sostanze a impiego farmacologico, diagnostico e immunoprofilattico. Per ottenere l’espressione del gene d’interesse, questo deve essere donato in plasmidi o vettori appropriati e la molecola ricombinante deve essere introdotta in un ospite opportuno che può essere costituito da cellule batteriche, di lievito, di insetto o di mammifero. I principali sistemi di espressione utilizzati per la produzione di antigeni ricombinanti e le rispettive caratteristiche sono riportate nella tabella 1.

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Rivista Quadrimestrale- Iscrizione Tribunale di Brescia n° 11/1995 ISSN 0394-9877