R. Cestari, G. Missale, G. Cengia, L. Minelli Servizio di Endoscopia Digestiva, Università degli Studi, Spedali Civili, Brescia L’infezione da H. pylori è molto comune: nei paesi sviluppati la prevalenza di H. pylori nella popolazione generale varia dal 20 al 40% (1) ed aumenta notevolmente per decadi di età. Nei paesi in via di sviluppo la prevalenza raggiunge l’80%. (2) La dimensione del problema è tale che la corretta indicazione al trattamento assume una notevole rilevanza soprattutto di carattere socio-sanitario. L’H. pylori è sempre patogeno per l’ospite, in quanto causa una gastrite cronica attiva, anche se solo dal 10 al 20% degli individui infetti svilupperà una malattia clinicamente rilevante. Le complesse relazioni fra la virulenza del ceppo batterico, fattori legati alla risposta dell’ospite e fattori ambientali, condizionano la diversa risposta all’infezione da H. pylori sul piano clinico, conseguenza dell’entità dell’infiammazione indotta sulla mucosa gastrica e del grado di alterazione della secrezione acida. Anche se negli ultimi anni sono stati fatti notevoli progressi per chiarire le complesse interrelazioni fra ospite ed infezione da H. pylori, dopo centinaia di studi clinici pubblicati a tale riguardo, è tuttora un dilemma insoluto la questione se sia opportuno trattare tutti i pazienti infetti da H. pylori, anche senza una evidente patologia da H. pylori correlata ed in assenza quindi di evidenti benefici clinici. |