V. Villanacci II Servizio di Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliera Spedali Civili, Brescia
VENIAMO DA MOLTO LONTANO E..... ANDREMO MOLTO LONTANO” Questa frase presa a prestito, con il dovuto rispetto, dalla nostra storia politica più recente (Palmiro Togliatti, Congresso del partito comunista italiano, Salerno 1946) è estremamente significativa per sintetizzare il passato, il presente e il futuro del ruolo patologico dell’Helicobacter pylori (Hp). Già nel 1893, infatti, Bizzozero aveva identificato nello stomaco di mammiferi organismi spiraliformi e nel 1939 Doenges riportava la presenza di spirochete nello stomaco umano nel 43% di 224 casi autoptici; da allora è stato un susseguirsi di ricerche, fino a giungere ai lavori di Warren e Marshall del 1983, che per primi coltivarono il batterio e ne dimostrarono personalmente la stretta correlazione con la gastrite attiva; da queste esperienze si è giunti ai nostri giorni, in cui l’azione patogena dell’Hp è stata chiaramente dimostrata nella genesi della gastrite, dell’ulcera gastrica e duodenale, ma soprattutto è parso sempre più evidente un coinvolgimento del batterio nell’insorgenza di forme tumorali gastriche, quali il linfoma e il carcinoma. L’istopatologia ha il compito di fornire un valido mezzo per l’identificazione dell’Hp nelle sezioni tissutali in virtù della sua caratteristica morfologia, posizione, diffusa distribuzione e alta densità di popolazione. Il microrganismo appare curvo o a forma di S, generalmente numeroso, strettamente connesso alla superficie delle cellule epiteliali o nel muco sovrastante. |