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www.sirse.net Rivista Quadrimestrale- Iscrizione Tribunale di
Brescia
n° 11/1995
ISSN 0394-9877
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| In memoria del Prof.Adolfo Turano |
Non è una mattina come tutte le altre sulla spiaggia di Guardia Piemontese in Calabria. Sono sempre pochi gli ombrelloni, di gente che si conosce da anni e si ritrova al mare per riprendere abitudini interrotte l’estate precedente. Questa mattina vi è un nuovo ombrellone, sotto il quale spicca la figura di un uomo corpulento attorniato da tanti bambini. Vi è tanta allegria tutt’intorno a lui, che gesticola in maniera strana, provocando l’ilarità di tutti noi vicini. Scopriremo poi che quei movimenti sono tipici della ginnastica cinese volta a sviluppare la muscolatura senza sforzo fisico mediante movimenti ripetitivi. Mossi dalla curiosità tanti altri bambini si avvicinano e con loro anche i genitori e così, sin dall’inizio di quella estate del 1979, conosciamo Adolfo Turano e la sua famiglia. Che fosse capace di coinvolgere tutti nella sua quotidianità ce ne accorgiamo subito, tanto che egli diventa in breve l’animatore di quei giorni spensierati di vacanza. Ma ad essere catturato dalla sua personalità sono principalmente io, allora studente di medicina all’Università di Perugia. Ho davanti a me un uomo colto, raffinato, simpatico, che mi propone di seguirlo a Brescia dove è primario ospedaliero e docente universitario di Microbiologia. La Microbiologia, una materia che mi aveva tanto affascinato durante il mio corso di studi. Finisce l’estate ed io mi ritrovo trasferito a Brescia, allora sede distaccata dell’Università di Milano. |
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| Espressione della proteina p53 su materiale citoincluso proveniente da versamenti cavitari |
L’analisi citologica dei versamenti endocavitari presenta spesso difficoltà interpretative. Le marcate alterazioni cellulari a carico dei mesoteli reattivi, nonché il frequente riscontro di cellule epiteliali, rare o oscurate dagli elementi infiammatori, rendono infatti difficile la diagnosi basata sui classici criteri citomorfologici. L’identificazione di cellule con alterazioni sospette, ma non sufficienti per una diagnosi di malignità, è un evento comune nella citodiagnostica dei versamenti sierosi (12, 13, 15).La messa a punto di metodi che possano aumentare l’accuratezza diagnostica e ridurre il numero delle diagnosi incerte è di grande utilità nella pratica clinica. A questo scopo sono solitamente utilizzate tecniche immunoistochimiche con pannelli anticorpali opportunamente stabiliti per tipizzare le cellule maligne, ma che non sono sempre dirimenti per la diagnosi. In questi ultimi anni si sta valutando l’utilità dello studio di un nuovo marcatore, la proteina p53, che sembra essere espressa solo negli elementi maligni (4, 9, 13, 15). Sebbene la funzione del gene oncosoppressore p53 rimanga per lo più incerta, molti studi recenti indicano che l’inattivazione funzionale di questo gene, in seguito a mutazione, è un evento molto frequente in vari tipi di neoplasie maligne umane (1, 5, 8, 11). |
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| Valutazione del sistema Bactec Mycobacterial Growth Indicator Tube (MGIT) 960 per il rilevamento di micobatteri dai materiali patologici in comparazione ai metodi radiometrico e tradizionale. |
Da oltre un decennio ormai fenomeni quali AIDS, immigrazione da paesi extracomunitari in cui l’infezione tubercolare è molto diffusa, aumento della vita media, hanno determinato una recrudescenza dei casi di tubercolosi e di altre micobatteriosi. La precocità della diagnosi, sia clinica sia di laboratorio, è una delle armi principali per limitare la diffusione dell’infezione da micobatteri.Purtroppo, a causa delle caratteristiche intrinseche di molti di questi microrganismi, la diagnosi di laboratorio delle infezioni da micobatteri, se effettuata con metodi tradizionali, necessita di tempi relativamente lunghi. Il metodo colturale radiometrico basato sul sistema Bactec 460, introdotto nei primi anni ‘80 consente, per la sua sensibilità, di ridurre di circa il 50% i tempi di rilevamento dei micobatteri rispetto al metodo tradizionale ed è perciò diventato, insieme a quest’ultimo, il metodo di riferimento principale. Tuttavia l’uso di materiale radioattivo previsto per il sistema radiometrico ne rappresenta il principale limite oggettivo sia per la necessità di avere locali appositamente attrezzati sia per la pericolosità insita nella natura stessa di tale materiale in caso di rottura fortuita di un flacone. |
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| BREVE COMUNICAZIONE: La sicurezza in laboratorio |
Questa nota sintetica ha lo scopo di richiamare l’attenzione del personale di laboratorio sulla necessità di applicare scrupolosamente certe norme di comportamento per evitare incidenti e prevenire contaminazioni dentro e fuori dal laboratorio. L’osservanza di regole inerenti la sicurezza è imposta da una serie di direttive comunitarie, recepite in Italia nel 1994 mediante il Decreto Legislativo n. 626. Nei laboratori diagnostici di ospedali ed enti vari gli incidenti che si registrano più frequentemente sono ustioni, ferite, intossicazioni, infezioni. Più raramente avvengono situazioni di pericolo causate da incendi, esplosioni, folgorazioni. Nella tabella 1 si trovano schematizzati vari tipi d’infortunio, le cause, gli interventi da fare subito e le azioni di prevenzione. Sono trattate fuori tabella le infezioni acquisite in laboratorio. Le informazioni che seguono danno l’immagine della situazione negli USA (Sewell, 2000), perfettamente sovrapponibile alla realtà europea. L’Autore ipotizza che l’incidenza di infezioni acquisite in laboratorio dal personale di ospedali e strutture pubbliche sia compresa fra l’1 e il 5 per mille, pur non disponendo di documentazioni o di statistiche adeguate. Prima del 1980 gli incidenti erano limitati a casi di tifo, brucellosi, tubercolosi, epatite; oggi la lista degli agenti eziologici è più lunga. |
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| BREVE COMUNICAZIONE: REVERSE CAMP TEST (RCT):un metodo usato per l'identificazione presuntiva del Clostridium perfringens |
Sono ben note le malattie causate dal Clostridium perfringens nell’uomo e negli animali. Per la diagnosi di laboratorio l’isolamento del Cl. perfringens non presenta particolari difficoltà se si utilizzano efficaci terreni selettivi antibiotati, sul tipo del Tryptose Sulphite Cicloserine Agar (TSC) con overlay, nella versione senza emulsione di tuorlo d’uovo, da incubare a 37 °C per 48 ore in anaerobiosi. Le colonie caratteristiche (rotonde, nere, del diametro di 2-3 mm) vengono trapiantate in Cooked Meat Medium (CMM) con incubazione a 37 °C per 18-24 ore e successiva verifica microscopica delle brodocolture ottenute mediante striscio e colorazione di Gram. Tuttavia alcune Bacillaceae e Streptococcaceae sono capaci di sviluppare sul terreno selettivo colonie nere simili a quelle del Cl. perfringens. Conseguentemente diventa necessaria l’identificazione biochimica dei ceppi isolati con metodi che sono spesso lunghi e non sempre efficaci, perché certi clostridi presentano reazioni sovrapponibili al Cl. perfringens (1). Un metodo alternativo alle tradizionali prove biochimiche, adatto ad effettuare un rapido screening delle colture sospette isolate, è il Reverse CAMP Test o RCT (2, 3). Questo test si basa sul noto fenomeno di CAMP, tradizionalmente impiegato in veterinaria per identificare lo Streptococcus agalactiae con l’aiuto dello Staphylococcus aureus, mediante una reazione definita di “emolisi sinergica”. |
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