S. Valverde*, P. Maturi*, L. Penzo*, A. Giacomini*, F. Antico*, F. Manoni°, G. Gessoni* * Servizio di Medicina di Laboratorio A-ULS 14 “Chioggia”. Primario dr. G. Gessoni ° Servizio di Medicina di Laboratorio A-ULS 17 “Monselice”.Primario dr. F. Manoni L’urinocoltura è l’esame microbiologico maggiormente richiesto nel Laboratorio di Patologia Clinica. Tale esame ben si presta alla applicazione di una diagnostica rapida di screening per le seguenti motivazioni: elevata incidenza di campioni negativi, campione disponibile in discreta quantità e facilmente ottenibile, infezioni abitualmente monomicrobiche ed numero relativamente ristretto di germi responsabili della grande maggioranza delle infezioni [9] . I parametri di norma considerati nello screening delle infezioni urinarie sono la batteriuria e la leucocituria [2,17]. In alcuni precedenti lavori, abbiamo condotto una valutazione preliminare delle possibili applicazioni, nella diagnostica rapida delle infezioni urinarie (IVU), della valutazione quantitativa della leucocituria e della batteriuria condotte utilizzando un citometro a flusso: Sysmex UF-100 (TOA Medical Electronics, Kobe Japan) [12-14,18]. Suggerivamo quindi un diagramma diagnostico utilizzante la determinazione della batteriuria con cut-off a 3000 elementi/ uL e della leucocituria con cut-off a 25 elementi/ uL [14]. Del resto cut-off simili sono stati proposti anche da altri autori [1,5,11,20]. Secondo il diagramma diagnostico da noi proposto ciascun campione da sottoporre ad urinocoltura veniva testato con UF-100, se la batteriuria e/o la leucocituria risultavano inferiori al cut-off il campione veniva considerato negativo, non era sottoposto ad ulteriori accertamenti e veniva prodotto il relativo referto, che risultava disponibile per il medico curante entro 4 ore dal ricevimento del campione. |