G. Dal Molin, M. Comar, F. Ansaldi, P. D’Agaro, C. Biagi, C. Sdrigotti, C. Campello Dipartimento di Scienze di Medicina Pubblica, UCO Igiene e Medicina Preventiva Università degli Studi di Trieste e I.R.C.C.S. Burlo Garofolo, Trieste L’infezione cronica da HBV è associata allo sviluppo di sequele potenzialmente fatali a lungo termine, con progressione a malattia epatica severa in circa un quarto dei portatori (1, 2). In questi soggetti il tasso di mortalità è circa 5 volte superiore a quello della popolazione generale (3) e pertanto il controllo dell’infezione da HBV rappresenta un importante obiettivo sanitario. Nel corso degli ultimi decenni la prevalenza dei portatori cronici è sensibilmente diminuita sia per la disponibilità di un vaccino sicuro ed efficace sia per le mutate condizioni socio-sanitarie (4). Nei soggetti con infezione da HBV l’unica possibilità di controllo della malattia epatica è un intervento terapeutico che, attualmente, prevede l’utilizzo dell’interferone e della lamivudina possibilmente in combinazione (5, 6). In questo contesto una tecnica di quantificazione della carica virale è uno strumento essenziale per il monitoraggio dell’efficacia della terapia e/o dell’instaurarsi di resistenze al farmaco impiegato (7, 8). Questo lavoro si propone una valutazione delle caratteristiche tecniche di uno strumento di quantificazione in Real-Time PCR da impiegare per il monitoraggio della carica virale di pazienti con infezione cronica da HBV trattati sia in regime di monoterapia con lamivudina che in regime di associazione lamivudina- interferone (9, 10). Inoltre, nei pazienti in cui l’HBV-DNA era ancora dosabile dopo sei mesi di terapia è stata condotta la ricerca di eventuali varianti virali resistenti alla lamivudina (11). Infatti, sono stati descritti virus mutati in una regione altamente conservata della polimerasi chiamata YMDD (tirosina-metionina-acido aspartico-acido aspartico) con sostituzione della metionina (M) al codone 552 con isoleucina (I) o con valina (V). |