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Valutazione dell'incidenza di parassitosi sostenute da Giardia intestinalis in una popolazione compresa tra la Valle Peligna e l'alta Val Pescara dopo l'emigrazione di diversi nuclei familiari (circa 200 persone) provenienti dall'Albania avvenuta negli anni 90 (1997-1999)

E. Ricci, M.B. De Michele

Regione Abruzzo - ASL di Pescara - Presidio Ospedaliero di Popoli,
Laboratorio Analisi Chimico Cliniche e Microbiologia
U.O. di Microbiologia e Parassitologia

 Giardia intestinalis (Giardia lamblia) è un parassita cosmopolita diffuso maggiormente nelle regioni tropicali e subtropicali, dove ogni anno infetta circa 200 milioni di persone. Tra i protozoi dell’intestino umano è il parassita che viene osservato più spesso anche in zone temperate e fredde di solito in piccoli focolai (familiari e/o di comunità), ma talora anche in episodi epidemici. Questa particolarità ha fatto ipotizzare l’esistenza di serbatoi naturali di infezione negli animali (cane, roditori, suini e primati) in grado di infettare l’uomo. Nei paesi in via di sviluppo la prevalenza di G.intestinalis varia dal 10 al 40- 50%, mentre nei Paesi industrializzati il parassita è presente in circa il 2% degli adulti e nel 6-8% dei bambini (in Italia 1-7%) (1). La trasmissione avviene per via fecale-orale diretta o indiretta. Quest’ultima, la più comune, è dovuta all’ingestione di alimenti o acqua contenenti cisti, che sono le forme di resistenza e di diffusione del protozoo.

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