P. Cappelletti
Laboratorio di Patologia Clinica, Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli di Pordenone
Il passaggio dall’uroscopia all’analisi delle urine e l’era tecnologica della medicina di laboratorio hanno definito i contenuti dell’esame standard delle urine, consentendo diversificate strategie diagnostiche che oggi convivono nei laboratori e che comprendono un approccio tradizionale, l’uso delle strisce reattive come selezione per la microscopia, l’automazione del sedimento urinario. Ciascuna di queste strategie conosce limiti che è necessario avere in mente, sia per una trasparente dichiarazione della loro efficienza diagnostica complessiva, sia per la scelta della via più razionale. A fronte di una generalizzata sottostima di questa analisi, si impone un cambiamento, stimolato anche dalle più recenti linee-guida internazionali, volto alla redefinizione degli obiettivi clinici, alla garanzia di qualità del campione e delle procedure standardizzate, alla revisione dei processi interni tecnici ed organizzativi, alla stesura di un referto clinicamente espressivo, alla formazione dei produttori specialmente a livello di POCT e degli utilizzatori finali. |