G. Bertiato
Piccin Nuova Libraria, S.p.A., Padova, 2002 In virtù di un singolare tessuto ecologico, direttamente influenzato da un complesso insieme di "pressioni" geo-biologiche e socio-organizzative, l'area bellunese ha recentemente espresso una particolare fisionomia epidemiologica caratterizzata dall'emergere di alcune infezioni, batteriche e virali, trasmesse dalle zecche. Tale situazione ha spinto numerosi infettivologi italiani e stranieri a rivolgere l'attenzione verso Belluno, attribuendole, a giusto titolo e non solo per motivi geografici, il ruolo di osservatorio epidemiologico posto a cavallo tra le zone alpine e prealpine. In detto contesto ha avuto naturale sviluppo l'illuminata sensibilità delle autorità politiche e sanitarie locali e regionali e la spinta determinante offerta dal meditato entusiasmo dei ricercatori della sede, in puntuale e positivo collegamento con gruppi di studio nazionali e d'oltralpe. Un insieme di attività, questo, che ha propiziato il sorgere di feconde iniziative nel campo delle indagini di laboratorio e clinico-epidemiologiche opportunamente articolate anche in vista dei necessari interventi di prevenzione. |