E. Ricevutoa, Z.C. Di Roccoa, R. Bisegnaa, F. Casillia, T. Sidonia, C. Ficorellaa, P. Marchettia, S. Martinottib
a Oncologia Medica, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università di L’Aquila b Patologia Clinica, Dipartimento di Oncologia e Neuroscienze, Università G. D’Annunzio, Chieti
L’evidenza sperimentale del coinvolgimento specifico dei geni BRCA1 e BRCA2 nella patogenesi della maggior parte delle sindromi di predisposizione familiare al carcinoma della mammella e dell’ovaio1,2 e la prospettiva di poter individuare i soggetti predisposti, a rischio di sviluppare tali neoplasie e di elaborare strategie preventive innovative ha indotto negli ultimi 5 anni il nostro gruppo di ricerca a sviluppare una strategia diagnostico-molecolare idonea alle caratteristiche dei geni coinvolti, ovvero dotata, in primo luogo, di una ottimale accuratezza diagnostica. Il panorama diagnostico-molecolare proponeva, allora, le seguenti metodiche manuali di prima generazione caratterizzate dall’effettuazione dell’analisi genetica su DNA o RNA. |