| Rassegne sistematiche degli esami di laboratorio: stato dell'arte |
Le rassegne sistematiche (RS) dei risultati della ricerca rappresentano delle attività molto importanti. Il loro scopo è chiaro: integrare in modo efficiente le conoscenze e fornire agli operatori sanitari, ai ricercatori ed agli amministratori dati per rendere razionale il processo decisionale in sanità. Ogni anno la letteratura biomedica si arricchisce di quasi 20.000 volumi e di circa 2 milioni di articoli su oltre 30.000 giornali. È stato stimato che questi articoli, messi uno sopra l’altro, formerebbero una montagna di 500 metri di altezza1. Questo fenomeno non accenna a rallentare ed anzi sta accelerando facendo sì che in molte aree è semplicemente impossibile per il singolo leggere, valutare criticamente e fare una sintesi delle conoscenze attuali. |
|
 |
| Clinical biochemistry of renal function |
The observation of urine protein as a sign of renal disease is one of the eldest examples in medical history where individual measures are used as diagnostic symptoms. Until the 18th century the uroscopist used his eyes, nose and sometimes taste to come to a diagnostic conclusion. From this early use of urine to establish a diagnosis, qualitative and quantitative chemical and microscopic procedures were developed in the 19th century resulting in the so called “urinalysis standard”, which is used worldwide to screen urine of patients. Several sensitive tests using acidification and boiling of urine are still in use1, although the test strip procedure has largely replaced the qualitative chemical tests. Regarding renal functions, glomerular filtration and renal tubular reabsorption and secretion were described as the major mechanisms of the kidney to form the final urine used as a diagnostic mirror of pathological changes. |
|
 |
 |
| L'esame morfologico dell'urina |
L’analisi del sedimento urinario è la prova specifica di laboratorio per lo studio dei disordini del rene e delle vie urinarie. 1. Condizioni tecniche 1.1 Tipi di campioni di urina L’urina basale corrisponde alla prima minzione della mattina ed è il campione ideale sia per la sua completezza sia per essere un parametro comparabile in tutti i pazienti. A livello universale si raccomanda di eseguire l’analisi entro le due ore successive alla raccolta, poiché a partite da questo momento si possono avere variabili che alterano i risultati analitici. 1.2 Standardizzazione del sedimento Fino a poco tempo fa la metodologia impiegata per l’analisi del sedimento urinario era precaria, si faceva nei laboratori in maniera poco ortodossa e si percepiva la mancanza di una standardizzazione. |
|
| Diagnostica di laboratorio: esami su urine. Gli esami per il diabete |
Numerosi parametri dosabili sul campione urinario rivestono particolare importanza nella cura del soggetto con diabete mellito. Alcuni di questi parametri hanno attualmente un modesto significato clinico (glucosio, chetoni), mentre altri (proteine, albumina) hanno assunto maggior rilevanza in quanto su di essi sono basati lo screening e la diagnosi della nefropatia diabetica, una delle più temibili complicanze del diabete. Saranno brevemente discussi il significato ed il ruolo del dosaggio del glucosio e dei chetoni urinari, mentre più ampio spazio verrà dedicato al dosaggio dell’albumina nelle urine. |
|
 |
 |
| Tecnologia ed automazione dell'esame urine qualitativo |
Gli analiti generalmente ricercati mediante l’esame urine completo (EUC) sono quelli riportati nella tabella 1, mentre, la maggior parte dei segnali clinici che dal loro movimento si ricava, sono sintetizzati nelle tabelle 2-5. Nella seconda edizione del documento GP16-A2 “Urinalysis and collection, Trasportation, and Preservation of Urine Specimens; Approved Guidelines” NCCLS non accenna neanche alla possibilità che questo esame possa essere effettuato con reagenti liquidi su un qualunque analizzatore di Chimica Clinica. Chiunque tentasse di affrontare questo problema attraverso una accurata rassegna bibliografica rimarrebbe molto deluso per la pressoché assenza di dati, proteinuria a parte. |
|
| Approccio integrato alla diagnostica di laboratorio su campioni di urina |
L’analisi di un campione di urina è uno dei più comuni test che viene eseguito nei laboratori di chimica clinica e microbiologia. Tradizionalmente l’esame urine viene trattato in modo diverso e in sezioni diverse del laboratorio, a seconda del quesito diagnostico: infezioni delle alte vie urinarie (pielonefrite, ascesso renale), infezioni delle basse vie urinarie (cistite, uretrite, prostatite, epididimite), calcolosi, malattie infettive sessualmente trasmesse; per non parlare della fase preanalitica, in quanto le modalità di raccolta sono completamente diverse se si tratta di un campione per esame chimico fisico o per urinocoltura. L’ECLM European Urinalysis Guidelines ha preso in considerazione il processo completo dell’esame delle urine e precisamente: strategie diagnostiche, preparazione del paziente, raccolta e trasporto del campione, procedure di misura per analisi chimiche, morfologiche e microbiologiche, controllo di qualità e trasmissione dell’informazione (richiesta e report). |
|
|
 |
 |
Standardizzazione delle attività per l'armonizzazione dei risultati
L’esame urine è stato oggetto di numerosi tentativi di standardizzazione, con risultati ancora insoddisfacenti. I documenti disponibili risentono profondamente di condizioni operative specifiche delle diverse nazioni. Quelli statunitensi sono condizionati dalla pervasività delle regole di accreditamento, tanto da risultati talvolta generici, mentre quelli europei sono più tecnicamente approfonditi ma poco maneggevoli per alcune situazioni, come i point-of-care. Tra le diverse procedure che compongono l’esame delle urine, il controllo di qualità interno presenta numerose difficoltà pratiche, che i documenti standard e le linee guida non sempre aiutano a superare. La soluzione probabilmente può essere trovata nell’ambito delle norme disponibili, se però non ci si limita a quelle dedicate alle urine ma si prendono in considerazioni anche quelle per le analisi nei point-of-care e quelle generali per la qualità dei metodi. |
|