| Modernisation and Quality in the Clinical Laboratory |
There are a number of bodies that collectively have contributed to developing this program. There has been a measurable increase in quality and harmonization of the curricula of the University degree courses in Biomedical Science with a larger number of Universities offering courses. This has been led by the formation of the Heads of University Centers of Biomedical Science (HUCBMS) group and their work with the professional body and the Government. To practice as a Biomedical Scientist in the UK you must register with the Health Professions Council (HPC). This requires that you must undergo postgraduate training to the required competency level set by the HPC. These competencies have been developed from the Department of Health’s (DoH) project on Occupational Standards. |
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| I criteri della riorganizzazione |
The authors discuss the items that characterise a modern Clinical Pathology, designed like service around patients. Theoretical hypothesis and national and international actual realisations are described, such as results reported and verified outcomes from literature and from experiences. The thesis of the SIMeL (Italian Society of Laboratory Medicine) is here shown, to be discussed with other scientific societies, and with the other subjects, actors and stakeholders, linked together in the realisation of the new service project. At the end, the authors tray to draw the professional profile of a new Clinical Pathologist, playing his role through culture, law, organisation and clinic governance applied at laboratory medicine. The new Pathology is shown as an essential part of the clinical “iter” for the patient, as a specialist role among the others, using EBM rules. |
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| Il mutamento delle professioni |
Il mutamento organizzativo dei servizi di Medicina di Laboratorio (MdL) sta determinando radicali cambiamenti non solo all’interno della struttura ma anche nella professionalità dei diversi addetti. Medici, specialisti in materie scientifiche di laboratorio (biologi, chimici…) e tecnici di laboratorio biomedico, tutti lavorano nel campo della Medicina di Laboratorio ma esercitano professioni differenti. Con la legge 251/2000 e successive integrazioni anche per il tecnico di laboratorio biomedico è stato istituzionalizzato il relativo profilo professionale e definito il percorso formativo universitario di base e specialistico. |
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| La riorganizzazione clinico-gestionale: dipartimenti e clinical governance |
Il termine Clinical Governance compare per la prima volta nel 1997 nel “White paper” del National Health System britannico: “a new system of clinical governance in NHS Trusts and primary care to ensure that clinical standards are met, and that processes are in place to ensure continuous improvement, backed by a new statutory duty for quality in NHS Trusts”1. La Clinical Governance è un nuovo modo per assicurare che dal Sistema Sanitario Nazionale Inglese (NHS) siano forniti elevati standard della pratica clinica e che la qualità del servizio sia continuamente migliorata. |
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| Il ruolo del laboratorio nella selezione della richiesta |
La più recente letteratura internazionale1-2 riporta, come vent’anni fa, un costante aumento nella richiesta di esami pari al 5-10% annuo, cerca di analizzarne le cause e descrive le strategie messe in atto per governare la domanda. Lo studio sistematico della ricca letteratura su “laboratorio analisi-appropriatezza” permette di arrivare a conclusioni disarmanti circa le reali motivazioni della richiesta di test di laboratorio e il loro corretto utilizzo, senza particolari differenze tra i Paesi occidentali, ma evidenzia anche altre informazioni molto stimolanti: il 60-70% delle decisioni cliniche si basano e necessitano di esami di laboratorio3. È noto che le risorse economiche impegnate nel nostro SSN non superano il 3-4% della spesa nazionale annua per la sanità e quindi vi è una netta sproporzione fra il consumo di risorse e l’impatto decisionale delle informazioni prodotte in laboratorio. È inoltre da sfatare la distorsione che si crea nelle discussioni di budget fra il bilancio fittizio calcolato sulla base del costo tariffario e il bilancio reale delle risorse vere consumate. |
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| Outcomes di laboratorio: è possibile misurarli ? |
Il tema è tanto generale da poter diventare vago quanto complesso e articolato da poter diventare ricco di spunti operativi e fruttiferi: spero di fornire alcuni esempi sui quali lavorare anche a partire dal prossimo futuro. Non sarà tra i miei scopi quello di valutare l’esito del laboratorio in termini di esiti clinici cioè di contributo al miglioramento della assistenza sanitaria (certamente ampio ed evidente) in quanto al di là delle mie competenze né di trattare problematiche relative all’uso dei diversi test diagnostici in termini di sensibilità e specificità relative. Nella mia relazione cercherò di sviluppare il tema della appropriatezza d’uso del laboratorio (il “test ordering” della letteratura anglosassone) e di come valutarne il grado di appropriatezza ma anche di come espandere il ruolo del medico di laboratorio maggiormente all’interno del processo decisionale clinico per un uso migliore della diagnostica: in altre parole cercherò di fornire alcuni casi modello che possono aiutarci a definire in che modo stiamo usando il laboratorio e con esso le nostre risorse e suggerire l’istituzione di gruppi multidisciplinare che lavorino per la definizione dell’uso ottimale di alcuni esami di laboratorio di particolare rilevanza. |
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Un Patto per la Modernizzazione e la Umanizzazione della Medicina di Laboratorio in Italia
La Medicina di Laboratorio è percorsa da forti, e potenzialmente distruttive, tensioni di cambiamento in tutto il mondo occidentale. La ragione principale è l’incremento inarrestabile dei costi sanitari nelle società industrializzate. Nello specifico, poi, gli interventi sulla Medicina di Laboratorio sono favoriti: 1) dalla percezione del laboratorio come costo, piuttosto che come risorsa, nei sistemi di rimborso basati sui DRG; 2) dalla precisa identificazione dei costi, dovuta agli aspetti industriali del lavoro in laboratorio ma anche allo sviluppato interesse dei Laboratoristi verso il budgeting; 3) dalla apparente facilità di intervenire sull’aumento dei costi della diagnostica, anche per via amministrativa e senza coinvolgimento della parte clinica. |
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